Secondo appuntamento con i Sentieri delle Terre di Focara. Meta del percorso è Casteldimezzo con partenza dal bivio per Baia Vallugola sulla Strada Panoramica e ritorno nello stesso punto.

Il castello di Casteldimezzo, chiamato Galiola o Gaiola, evidenzia ancora nel XVII secolo, malgrado le frane avessero già arretrato la cima del rilievo, quello che pare un mastio di notevoli dimensioni e dotato di apparato a sporgere sommitale.

La torre, alla quale verso Nord e verso Est è addossato un palatium, presenta un recinto alla base che conserva l’originale porta d’accesso. Dall’acquerello non è comprensibile, con chiarezza, se il torrione fosse scarpato alla base. Poco più in basso si distingue il rudere di una seconda cinta muraria (stretta, a difesa del poggio sommitale) di cui resterebbe una porta poi trasformata in abitazione. L’abitato di Galiola si distende a Sud/Ovest attorno alla parrocchiale di Sant’Apollinare che sorge quasi al centro dello stesso.

Il paese era dotato di una sola porta d’ingresso, verso Est, difesa da due torri quadrangolari e scarpate delle quali, odiernamente, non resta alcuna traccia affiorante dal terreno. All’esterno della porta si nota l’imboccatura della cisterna (un pozzo) per la raccolta dell’acqua piovana, ancora esistente. La seconda (terza?) cinta muraria, a difesa dell’abitato, era dotata di torri a pianta quadrangolare.

Nel lato Sud/Est, oltre alle due torri della porta, se ne contano almeno altre quattro, tutte dotate di scarpa e, sembrerebbe, senza apparato a sporgere sommitale. Tra le case del nucleo abitativo emergono alcune case-torri. Con le dovute proporzioni e con una differenza relativa alla collocazione della porta di accesso, il castello di Galiola ebbe alcuni punti di contatto con quello di Gradara: un mastio quadrangolare sommitale con recinto alla base e palatium, una prima cerchia di mura a difesa della rocca, una cinta con torri quadrangolari a difesa dell’abitato.

FONTE IL PAESAGGIO DEGLI ARCIVESCOVI – DANIELE SACCO.