In questo percorso sono stati riuniti i sentieri che salgono il versante Nord/Ovest del colle San Bartolo da Gabicce Mare.

Si raggiunge il sito dove si trova la statua di Padre Pio e si gode il panorama meraviglioso di Gabicce Mare, sia dal lato dell’entroterra sia dal versante dell’Adriatico.

L’assetto istituzionale delle Terre di Focara tra i secoli VIII e IX non emerge da fonti dirette, non si conserva documentazione pergamenacea al riguardo. Relativamente ai secoli XII, XIII e XIV è presente, invece, una vasta produzione di atti riguardanti le corti dei castelli di Ligabicci, Galiola, Granarola, Montecorbino, Fiorenzuola di Focara, Fanano e Gradara conservata presso l’Archivio Arcivescovile di Ravenna.

Nella corte del castello di Ligabicci, alle falde del San Bartolo, nel 1129 è ancora attestato un fundo Sala (fattoria, centro dove si riscuotevano tributi o derrate riservate al dominus), il toponimo persiste sino all’età contemporanea, come quello del vicino fondo Reale. Nello stesso anno, e nella stessa corte, viene menzionato un gualdo donicato (wald, bosco pubblico). Ancora nella corte di Gabicce, nel 1273 un fondo è detto de gualdis. Nel 1280 è attestato un fondo Ranigoldo la cui radice linguistica sembrerebbe di ceppo germanico.

Ligabicci (attualmente Gabicce Monte) si trova sul primo contrafforte N/E del colle San Bartolo, in una posizione che permetteva il controllo di un ampio tratto del mare Adriatico e del sottostante Piano Antico. L’insediamento non presenta oggi le sue forme originali, sostituito dalla moderna frazione di Gabicce Monte. Il sistema difensivo, basso-medievale, con mura di cinta e torri era ancora apprezzabile nell’acquerello di Francesco Mingucci che ritrasse il castello nel 1626.

Fonte Il Paesaggio degli Arcivescovi, Daniele Sacco 2005.

 

 

 

GABICCE MONTE