Per festeggiare questa giornata in epoca di isolamento, senza cioè la possibilità di uscire a fare feste o scampagnata, ecco una proposta di riflessione sul concetto di lavoro.

Sono dei brani tratti da un articolo apparso sul Corriere della Sera del 21 aprile scorso.

LAVORO CHE CREA VALORE – ECCO LA VERA FASE 2 –

“Serve quindi il coraggio, oltre che l’intelligenza, di andare oltre il modello di organizzazione del lavoro pensato all’epoca della seconda rivoluzione industriale. Proprio perché il lavoro è trasformativo della persona, il processo attraverso il quale vengono prodotti veni e servizi acquista valenza morale, non è qualcosa di neutrale. In altri termini, il luogo di lavoro non è semplicemente il luogo in cui certi input vengono trasformati in output, le relazioni che si attivano non sono solo processi e regole misurate da risultati: il lavoro infatti  è la modalità con cui si forma (o si trasforma) il carattere del lavoratore.”

“Una normalità trasformata va costruita anche su un’economia intenzionalmente più sociale.”

“Come ci insegnano le esperienze di questi giorni, sono le motivazioni la chiave principale per la generazione di valore; le conoscenze tacite sono la risorsa più rilevante per competere e innovare. Siamo ben consapevoli che dovranno essere ridisegnati gli spazi di lavoro, i layout dei luoghi della cultura e il design dei servizi alla persona, ma occorre una grammatica nuova, non certo quella che ha come moralità l’efficienza. La sfida è quella di aumentare la produttività aumentando il tasso di felicità delle organizzazioni. Nel post coronavirus economia, welfare e cultura devono essere ricomposti, attraverso politiche e strategie che coltivino fin dall’inizio percorsi convergenti. Occorre fare sul serio, non basta più misurare il “Bene” del valore prodotto, è arrivato il tempo di dare Valore al “Bene” che si vuole generare.”

PAOLO VENTURI – DIRETTORE AICCON