In quest’ultima pagina che dedichiamo al 75° anniversario della liberazione d’Italia facciamo un riepilogo della documentazione e dei luoghi dove possiamo reperirla. Per non dimenticare, mai.

Una citazione particolare la merita lo storico Umberto Palmetti che possiede un vero e proprio archivio degli avvenimenti legati alla Seconda Guerra Mondiale e al “passaggio del fronte”. Di seguito un estratto dell’intervista rilasciata ad Agnese Fioretti della redazione de Il Ducato, testata dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino. (https://ifg.uniurb.it/static/contenuti-biennio-2012-2014/1944-guerra-marche/index8ed7.html?p=88)

“… la mattina del 3 settembre 1944 erano (i tedeschi n.d.r.) ancora a Gabicce Monte mentre nella notte gli Alleati erano arrivati al fiume Foglia, a Gradara e Tavullia. I nazisti erano nel panico e nel disordine, uno di loro in fuga da Gabicce sparò a un civile. Non sapeva che, sul versante adriatico, la sua guerra era finita.”

È stato lui a organizzare molte visite al Cimitero di Guerra, soprattutto di Inglesi e Canadesi, che tornano ancora oggi sui luoghi che furono il teatro delle battaglie.  Ed è stato lui che ha coltivato e tramandato la memoria presso le scuole dei nostri ragazzi. La proposta è di riuscire a costruire anche un archivio digitale.

Tra i luoghi della memoria da citare, oltre il già detto Cimitero degli Inglesi a Gradara, c’è il Monumento dei Canadesi a Tavullia, Linea Gotica Monumentoil museo della Linea Gotica a Montegridolfo, la Chiesa della Pace a Trarivi di Montescudo, il cimitero dei Greci tra Misano Adriatico e Riccione.

Per gli archivi da poter consultare c’è la Biblioteca Archivio Vittorio Bobbato di Pesaro, al centro commerciale Miralfiore.

Altra fonte di materiale molto interessante è il National Archives di Londra che , oltre a essere vicino a Kew Garden, sede dei giardini della Regina, offre un’interessante gamma di reperti d’epoca tra i quali cartografie e filmati. Tra questo materiale ci sono anche i report dell’intelligence sul comportamento durante la guerra e anche post bellico. Molti dei militari inglesi si fermarono dalle nostre parti anche dopo il passaggio del fronte, come testimoniano diversi racconti sul sito della BBC.