In questa pagina dedicata alla commemorazione della liberazione d’Italia nella seconda guerra mondiale, faremo una breve presentazione di testi e video sulle testimonianze del territorio.

Un lavoro eccelso lo ha svolto l’Associazione Culturale Il Fortino di Gabicce Mare che in due testi, Il Fortino tra guerra e pace e La Guerra che eravamo, ha raccolto molte testimonianze di ciò che successe in quei tempi.

 

Durante il periodo di “isolamento” che stiamo vivendo, e per commemorare il 75° anniversario della liberazione, citiamo questi due libri per invitarvi a riprenderli in mano o a comprarli, se ancora non lo avete fatto.

 

 

La Battaglia di Gemmano fu la più cruenta tra quelle che si svolsero sul suolo italiano, e potete trovare le testimonianze nei video del canale YouTube Memorie dalla Linea Gotica Orientale.

Setacciando il territorio in cerca di materiale relativo a quel momento storico, diventa evidente come, fino a pochissimi anni fa, le storie fossero seppellite sotto coltri di polvere e oblio, con la precisa volontà di cancellare quei terribili momenti. Solo dagli anni duemila, infatti, quando il maledetto XX secolo era ormai alle spalle, è cominciata la raccolta/selezione del materiale e l’inizio delle rievocazioni.

Credo che sia capitato a molti di ricevere dall’insegnante di Storia delle scuole medie il compito di raccogliere i ricordi dei nonni riguardo a quanto successo con il passaggio del “fronte” dalle nostre parti. E scopriamo che in quelle rievocazioni tramandate oralmente poco o nulla traspariva dell’intensa drammaticità di quello che ci stava succedendo attorno. E i bombardamenti arrivavano via terra, via mare e via cielo. E da noi si scappava a Vallugola.

E allora torniamo a quei bambini delle scuole medie che hanno cercato di carpire qualche racconto dai nonni o da altri parenti che hanno vissuto quel periodo.

“Un soldato era entrato nel nostro orto, cercava da mangiare, le uova, le galline e gli ortaggi; era polacco, io mi sono avvicinata a lui e gli ho detto: “la tua mamma piange se vede quello che fai!” Alla parola mamma si è commosso e se n’è andato assieme agli altri soldati. Non ci hanno torto un capello, né preso niente delle nostre poche cose.” Nonna Assunta.

“Stavamo tutti rintanati in casa, nessuno usciva, le bombe fioccavano, gli uomini stavano nascosti nelle soffitte, da Cattolica era sfollata tanta gente perché a casa loro non era rimasto sano neppure un piatto! Una mattina splendeva il sole e io ho deciso di uscire per portare a spasso mia figlia con la carrozzina. “Non andare, ci sono i tedeschi là fuori!”, “È pericoloso, ti portano via!”, mi dicevano tutti. Ma io avevo deciso di uscire perché era un peccato non godere di quella bella giornata; però quando ho visto arrivare i camion e i carri armati mi sono spaventata. Poi hanno cominciato a tirare le caramelle e le cioccolate nella carrozzina; erano gli Inglesi, eravamo liberi!” Nonna Argia.

“Nella nostra casa al casello della ferrovia un giorno sono entrati i soldati tedeschi; il nonno si era nascosto in soffitta e io ho radunato le figlie attorno a me. Si sapeva che rastrellavano gli uomini per portarli a lavorare con loro. Era quasi mezzogiorno e noi avevamo apparecchiato la tavola. Uno dei soldati si è messo a contare i piatti e poi ha contato quanti eravamo noi. Ha fatto presto a capire che qualcuno si era nascosto e, una volta che eravamo stati smascherati, abbiamo dovuto farlo scendere. Il nonno uscì dal nascondiglio a malincuore, ma con quelli non c’era da scherzare. Prima di seguire i soldati prese per un braccio il figlio piccolo e se lo portò con sé. “Se sono con un bambino non mi faranno del male” disse quasi in un sussurro. Io invece non volevo proprio che si portasse con lui l’unico figlio maschio, di appena 8 anni!”

Nonna Assunta

Ricordiamo in queste righe anche il brano tratto dal libro Il Paziente Inglese, in cui la colonna degli alleati arriva a Gabicce Mare durante la festa della Stella Maris.

“Quando l’Ottava Armata giunse a Gabicce, sulla costa adriatica, l’artificiere … Puntava ancora quell’ombra nel mirino quando un alone si illuminò improvvisamente intorno alla testa della Vergine Maria che sorgeva dal mare. Era in piedi su una barca. Due uomini remavano. Altri due la sostenevano. Poi, quando raggiunsero la spiaggia, la popolazione cittadina iniziò ad applaudire dal buio delle finestre aperte …  Questa era Gabicce Mare il 29 maggio 1944, giorno della festa della Vergine Maria.”

Fonte e per gentile interessamento Dott.ssa Catia Corradi Biblioteca Comunale di Cattolica.

Menzione speciale che riguarda il nostro territorio va al film Tutti Morimmo a Stento che ricostruisce la vicenda di Rasi e Spinelli fucilati nei pressi del Cimitero di Cattolica.