Fanano, frazione di Gradara, era un antico castello feudale, viene infatti citato in un documento del 1149. Come appare negli atti conservati nell’Archivio Arcivescovile di Ravenna del 1182, fu posseduto da “Albarara mater e Giutta filia”, che ne cedettero parte all’Arcivescovo Gerardo di quella città.

Esso viene citato nell’elenco delle chiese e pievi che nel 1290-92 pagarono le decime di spettanza alla Santa Sede.

È menzionato in un documento del 1356 assieme ad altri castelli della zona.

Venendo a tempi più recenti, ricordiamo che qui passò e pernottò Gioacchino Murat, come indica una lapide nella casa del Rettore. La chiesa è molto bella, ben tenuta e fornita di tutto.

La chiesa è costruita sulla strada che collegava i castelli di Fanano e Gradara. L’alta facciata è compresa tra due contrafforti in mattoni dalle ampie basi, cui corrispondono al centro due lesene prive di capitelli. Il portale è al centro della composizione, incorniciato da mostra in mattoni. Sotto l’imposta del timpano è presente una nicchia centinata con penduli decorativi eseguiti in cotto. Il timpano ha cornici fortemente pronunciate. Sulla sinistra della facciata è il campanile, che termina con cupola a cipolla. Sul lato sinistro della chiesa si apre una piccola piazza dove affaccia la canonica. L’interno è decorato nel gusto settecentesco: lesene con capitelli corinzi ritmano la navata scandita da arcate a tutto sesto. Decorazioni a stucco riguardano le pareti e le volte. Lungo il cornicione che corre sul perimetro, è iscritta la dedicazione al santo arcangelo. Sulla parete sinistra, in corrispondenza della prima campata è la cappella dedicata alla Vergine, alloggiata in vano aggiunto posteriormente a lato della chiesa. Il presbiterio è delimitato da pilastri quadrati che si staccano dal filo delle pareti e sostengono l’arco trionfale. L’abside curva riprende la scansione della navata interpolata da lesene. Al centro dell’abside è la pala d’altare col Santo Arcangelo. Sopra l’ingresso la cantoria ospita l’organo, di pregevole fattura con mostra in legno decorata a stucco.

Nelle corti del Castello di Fanano alcuni fondi, Masiniano e Casale, erano posti in giurisdizione di Santa Sofia, mentre altri (come il fondo Tavollo) risultavano di pertinenza di San Cristoforo. Se ne deduce che i fondi disposti a nord est del colle di Fanano fossero inclusi nel plebato di San Cristoforo, mentre quelli a Sud est e sud ovest in quello di Santa Sofia. I due pivieri attestati nell’XI, San Pietro e Santa Sofia, ebbero giurisdizione soprattutto sui castelli bassomedievali di Gradara, Fanano e Fiorenzuola.

Nel XII secolo i tre pivieri, San Pietro Santa Sofia e San Cristoforo, estendevano la loro giurisdizione ecclesiale sulle corti di almeno nove castelli: in parte su quelle di Monte Luro e Tavullia (centri esterni alle Terre di Focara), e su Gradara, Granarola, Monte Corbino( villaggio poi divenuto castello fondato prima del X secolo e abbandonato tra l’XI  e il XII secolo, si trovava tra Gradara e Granarola, attuale Cimitero degli Inglesi e borgo adiacente), Fanano, Ligabicci, Galiola (Casteldimezzo) e Fiorenzuola.

Fonte principale: Il paesaggio degli arcivescovi, D. Sacco.