La proposta di oggi vuole iniziare una passeggiata nelle frazioni dentro al ventaglio che vi abbiamo mostrato fino a ora.

Partiamo con il nostro itinerario spostandoci sempre verso est per poi proseguire a raggio verso tutti i punti cardinali toccati dal nostro ventaglio immaginario posto sulla mappa delle valli del Tavollo e del Conca, i nostri dintorni appunto.

Prima tappa La Montagnola, ossia il Tetto del Mondo. Piace, eh?

Il Tetto del Mondo si trova tra Casteldimezzo e la Baia di Vallugola, non lontano da Gabicce Monte. Lo si raggiunge prendendo la strada statale panoramica 16, si risale per Casteldimezzo, e dopo 400 metri in direzione Gabicce si imbocca il sentiero n° 151 del parco. Questo percorso costeggia il dirupo ma è in buone condizioni e non è pericoloso (anche se, ovviamente, facendo trekking bisogna sempre fare attenzione a dove si mettono i piedi).

Questo ampio altopiano è indicato in cartografia col toponimo “la Montagnola” (196 m s.l.m.), ma
viene comunemente chiamato “il tetto del mondo” per la sua splendida vista panoramica.Nel mese di maggio tutta la zona si riempie della fioritura gialla della ginestra, che accompagna la passeggiata sul Sentiero Ripe di Casteldimezzo fino alla Vallugola.
In alcuni punti sono ancora presenti i resti di una passata presenza dell’uomo, che svolgeva l’attività
agricola anche sul versante a mare del promontorio.

Negli anni settanta e ottanta questo era il tipico luogo della scampagnata con la morosa, del posto dove portare il proprio ragazzo per renderlo partecipe delle meraviglie del nostro territorio. Toglietevi il sogghigno dalla bocca, in queste righe dobbiamo limitarci alla decenza!

In tempi più recenti, ciò che noi tristemente ricordiamo di questo luogo è il vastissimo incendio che ne distrusse il cuore pulsante, divorando tra le fiamme tutto ciò che incontrava nella notte tra il 4 e il 5 agosto 2017.

Ma come a volte succede negli eventi della natura, e se possiamo ritenere che il fuoco partì con un innesco spontaneo, ci sono state anche delle sorprese perché sono venute alla luce due aree belvedere prima nascoste dalla vegetazione arbustiva, che meritano un loro recupero ambientale finalizzato a renderle fruibili.

Perciò l’Ente Parco ha avviato un progetto che si è realizzato i tre/quattro settimane dall’avvio dei lavori a inizio 2018. Per le sue caratteristiche l’intervento ha previsto la ricostruzione della staccionata con elementi di castagno scortecciato, che si sono innestati nei tratti rimasti integri, per delimitare, oltre al sentiero, anche le due aree belvedere sopracitate, attrezzate con panchine e tavoli picnic. È stata inoltre eliminata la vegetazione bruciata e rimossi alcuni piccoli manufatti in cemento armato, emersi con l’incendio. Dal punto di vista della vegetazione sono stati ripiantati arbusti di Biancospino, Prugnolo, Ginestra e alberi quali ad esempio Tamerici, Frassini e Ornielli, a integrazione della vegetazione che sta rinascendo spontaneamente.

La realizzazione del progetto è stata possibile grazie al fondamentale apporto di cittadini, attività economiche e associazioni che, aderendo alla campagna #RifiorisciSanBartolo, realizzata in collaborazione con i Comuni di Pesaro e di Gabicce Mare e con la Regione Marche, hanno raccolto e donato all’Ente Parco circa 15 mila euro. La campagna ha beneficiato inoltre dell’apporto di Alessandro Baronciani autore dell’illustrazione donata alla città, diventata vero e proprio simbolo della volontà di rinascita del San Bartolo e dell’Artista Marco Morosini, autore della mostra “Dentro L’Incendio”, il cui ricavato è interamente stato devoluto alla causa. Da menzionare anche le lodevoli iniziative dell’associazione sportiva Atletica 75 di Cattolica e degli operatori economici di Fiorenzuola di Focara e Casteldimezzo.
Foto sotto una delle prime passeggiate della Banda del San Bartolo, proprio sul Tetto del Mondo!