Tra i luoghi e i paesaggi che vogliamo farvi visitare in questo piccolo viaggio nei nostri dintorni, un posto decisamente di rilievo lo riveste GEMMANO. I motivi sono diversi, dalla natura ai rimandi storici, dalla letteratura ai fatti e alle vicende della seconda guerra mondiale. Procediamo con ordine.

Trabocca di verde il punto più alto in Valconca della provincia riminese, con la splendida la natura che ricopre le sue colline rigogliose e ricche di flora spontanea.

Un’oasi paradisiaca di silenzio e di luce attraverso cui si godono orizzonti infiniti. Una località da non trascurare soprattutto per coloro che amano le ambientazioni bucoliche. Anche la storia ha lasciato tracce notevoli in questo sito a soli venti chilometri dal promontorio di Gabicce.

Nelle campagne, in una bella piana al confine con Montefiore, in località S. Pietro in Cotto, vi è traccia di un popolamento diffuso relativo a un intenso sfruttamento delle risorse agricole, articolato in fattorie e ville urbano-rustiche di epoca romana.

Al tardo medioevo sono riconducibili le origini castrensi di Gemmano che, nonostante le devastazioni provocate dagli scontri lungo la Linea Gotica nel secondo conflitto mondiale, sono ancora ben leggibili.

Dal 1233 al 1356 Gemmano appartenne al Comune di Rimini per poi passare sotto il dominio malatestiano. Agli inizi del ‘500 giunsero i Veneziani e nel 1518 ritornò sotto il Comune di Rimini. Interessanti, per le loro caratteristiche rurali, altri due castelli che si trovano nelle campagne: Marazzano

e Onferno, oggi completamente restaurato nelle sue forme dopo la distruzione operata da Federico da Montefeltro nel 1496.

Il santuario della Madonna di Carbognano si trova nel territorio del comune di Gemmano in provincia di Rimini. Situato lungo l’argine destro del fiume Conca e sul fianco destro della collina di Gemmano, il santuario appare come una piccola chiesetta bianca in contesto rurale. Negli ultimi anni è divenuto meta di frequenti pellegrinaggi, sia dai paesi limitrofi che da fuori Regione.

La chiesa è situata dove un tempo sorgeva un piccolo tempio pagano dedicato al Dio Pan, edificato dalla famiglia romana Carbonia. Fu solo intorno all’anno 1260 che un gruppo di frati francescani costruì sui resti dell’antico tempio romano un piccolo convento consacrato a San Francesco.

Nell’anno 1500 la chiesa fu consacrata alla Madonna (di Carbognano), la cui popolarità aumentò notevolmente nel corso degli anni, ospitando migliaia di pellegrini spinti dalla preghiera e dalle grazie ricevute. Tale afflusso di fedeli contribuì anche alla raccolta fondi, grazie alla quale la chiesetta venne ampliata negli anni.

Negli anni recenti la chiesetta, strutturalmente decadente, è stata ristrutturata all’esterno e anche all’interno per quanto riguarda la parte dedicata all’accoglienza di pellegrini e gruppi di giovani o scout.

E non è tutto, perché nel territorio comunale insistono le Grotte di Onferno, tutelate all’interno dell’omonima Riserva naturale. Di rilievo regionale e nazionale, sono le uniche grotte naturali del riminese e sono facilmente raggiungibili e visitabili, con la gradita sorpresa di un luogo incantevole e unico sia per la conformazione geologica che per i suoi singolari abitatori, oltre 6000 esemplari di pipistrelli, quasi sei volte più numerosi dei cittadini.

“Castrum Inferni” si chiamava un tempo questo grazioso paesino arroccato sulle colline della Valconca. Nei secoli il nome è diventato addirittura Inferno, prima di stemperarsi nell’attuale Onferno. Il motivo di questo sinistro richiamo era dovuto alle fumate di vapore che nei mesi invernali, specie al crepuscolo, emanavano dalle rocce lasciando immaginare che proprio lì si celasse l’ingresso degli inferi. In realtà il fenomeno delle fumate è causato semplicemente dalla differenza termica tra l’interno della grotta e l’esterno, ma l’arcano fu svelato solo nel 1916, quando lo speleologo bolognese Quarina visitò per primo la grotta.

Le prime notizie storiche sul paese di Onferno risalgono al 1231, quando compare appunto il nome di “Castrum Inferni”. Il passaggio dal nome Inferno a quello attuale di Onferno è avvenuto nel 1810 per mano del vescovo riminese Gualfardo, che probabilmente voleva far scomparire il regno di Satana dalla sua diocesi. Si ritiene comunque che la fondazione di Onferno sia precedente al 1231, e risalga al tempo delle invasioni barbariche come rifugio per le popolazioni locali. In passato, Onferno rivestì una certa importanza grazie alla sua posizione strategica e alle cave di gesso, che rifornivano tutti i paesi vicini.

Fu un possedimento dei Malatesta, espugnato e distrutto da Federico da Montefeltro nel 1469. L’importanza di Onferno è confermata anche dalla Pieve di Santa Colomba, una delle prime chiese del riminese. Le prime notizie sulla costruzione provengono da bolle papali, e risalgono al 1139 e al 1144. Oggi purtroppo dell’antica pieve rimane poco: distrutta completamente la chiesa nel 1944, si possono ancora vedere la torre e la canonica, risalenti al XIX secolo.

C’è dell’altro: l’antico castello di Onferno ha ripreso vita e fisionomia. La piazzetta al centro del borgo è stata recuperata e conservati gli affioramenti di gesso. La vista dalla piazza è di quelle che tolgono il fiato e curano lo spirito, con San Marino sullo sfondo della Valle del Conca e Sassofeltrio arroccato in primo piano.

Essendo posto sulla Linea Gotica Gemmano ha pagato pesantemente le conseguenze della sua posizione strategica. Nel settembre del 1944 ci fu una feroce battaglia che viene ricordata come una delle più cruente svoltesi sul territorio italiana. Ora quel luogo è diventato un importante sito della memoria valorizzato nel “Sistema Territoriale a Rete Linea Gotica”  che esaltano il patrimonio storico culturale con particolare riferimento alla Seconda Guerra Mondiale. Trovate molti video di Memorie dalla Linea Gotica Orientale su YOUTUBE.