Concludiamo questa carrellata di idee, rimembranze, celebrazioni e tutto il resto, con un viaggio virtuale nei luoghi più vicini a noi nei quali sono rimaste tracce del passaggio Dante, in qualunque modo esso sia avvenuto, sia nelle pagine del suo capolavoro sia nel suo pellegrinaggio da esule che si compì appunto tra Romagna e Marche.

Iniziamo la nostra perlustrazione aprendo un ipotetico ventaglio sulla mappa che si distende dal mare verso l’entroterra e, rappresentando la capasanta ideale di cui Gabicce Mare è la cerniera, vi accompagniamo a esplorare i paesi limitrofi che si identificano nella conchiglia del succulento mollusco.

Partendo dal Parco San Bartolo di cui Gabicce Mare simboleggia l’ideale porta d’ingresso, la prima doverosa citazione è quella per Fiorenzuola di Focara. L’epigrafe con i versi del XXVIII Canto dell’Inferno nella Divina Commedia è incisa sulla porta d’ingresso del borgo.

Una delle novità più importanti che vi vogliamo segnalare riguardo a Fiorenzuola di Focara è la nascita, nel 2015, dell’Associazione Focara per Dante.

Ci spostiamo verso l’entroterra ruotando verso sud est, e troviamo Gradara, che non è stata direttamente menzionata nella Divina Commedia, ma il borgo ha intelligentemente sfruttato delle solide basi storiche per collocare nel suo castello gli eventi legati alla vicenda di Paolo Malatesta e Francesca Da Polenta, menzionati da Dante per descrivere il girone dei Lussuriosi nell’Inferno.

Per quel che riguarda il passaggio del Sommo Poeta nei pressi del castello gradarese, non ci sono conferme che esso sia realmente avvenuto; alcuni studiosi ritengono che Dante, in dubbio su quale fosse la fedeltà giurata del borgo, si sia tenuto a distanza debita per le note ragioni di contrasto tra Guelfi e Ghibellini, che furono la causa del suo esilio da Firenze.

Nel territorio di Montegridolfo troviamo il Centro Studi Danteschi “S. Gregorio in Conca“, fondato dal prof. Angelo Chiaretti nel 1997 come Associazione Culturale, al fine di approfondire la conoscenza della vita e delle opere di Dante Alighieri. Tra gli altri scopi dell’associazione troviamo quello di recuperare e conservare l’antica abbazia di S.Gregorio (fondata a Morciano di Romagna da S.Pier Damiani nel 1061) e i quattrocenteschi affreschi di Montefiore Conca (Rn), attribuiti a Giovanni Santi, padre del celeberrimo Raffaello Sanzio.

Il Centro, inoltre, mira ad evidenziare i rapporti che il Sommo Poeta ebbe con questa zona della Romagna e conta a tutt’oggi numerosi Soci Ordinari ed Onorari, fra cui Pier Alvise Serego degli Alighieri (ultimo dei discendenti di Dante), Giorgio Albertazzi (che ha interpretato Dante in uno sceneggiato Rai del 1965), Dario Fo e Franca Rame, Lina e Corrado Gizzi, Raffaello Mori, Romano Prodi, Vittorio Sermonti ed altre illustri personalità del mondo della cultura e dell’arte. Il Centro conta diverse sedi in Italia: a Mondaino di Rimini (casa madre) presso il Mulino della Porta di Sotto, a Montegridolfo (Rn) nel prestigioso Palazzo Viviani a Montegridolfo (Rn), a Castel San Pietro (Bo) presso il Palazzo ANUSKA, a San Vivaldo (Fi) presso il locale “Danteum”.

Per raccontare Dante e Mondaino abbiamo trovato questo simpatico video

da gustare in queste giornate e che spero vi sarà d’aiuto per quando anche voi riuscirete a visitare questo incantevole borgo con una guida come il Sommo Poeta.

Due passi dietro a Montefiore c’è Gemmano, dove si trovano le grotte di Onferno che pare siano state d’ispirazione a Dante per strutturare l’immagine a gironi del suo Inferno.

Abbiamo detto di Montegridolfo, Mondaino, Montefiore e, addirittura, di Morciano; ma nella Divina Commedia c’è una citazione anche per Cattolica, che viene menzionata precisamente nel Canto XXVIII dell’Inferno.

Detto di questi luoghi a noi vicini, passiamo a raccontarvi di quali tracce dantesche ci sono due passi più in là; ma siccome siamo certi che ben conoscete Verucchio e il circondario di Rimini, luoghi di Malatestiana memoria, eccovi invece una notizia che riguarda Senigallia.

“Se tu riguardi Luni e Urbisaglia / come sono ite e come se ne vanno / di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia, / Udir come le schiatte si disfanno / non ti parrà nuova cosa né forte, / poscia che le cittadi termine hanno”.

Sono i versi 73-78, scritti da Dante Alighieri nella Divina Commedia, per la precisione nel XVI canto del Paradiso, che riportano l’antico nome di Senigallia e che la città stessa ha da tempo affisso sulle mura storiche, nei giardini Palazzesi, presso la Rocca Roveresca.

Il 2021 sarà un anno in cui il Sommo Poeta verrà celebrato in tutta Italia, ma soprattutto vicino a noi, dove Dante Alighieri e la storia d’Italia hanno lasciato le tracce più importanti.