L’equinozio è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest’ultimo si trova allo zenit dell’equatore.

Esso ricorre due volte durante l’anno solare e in quel momento il periodo diurno, ovvero quello di esposizione alla luce del Sole, e quello notturno sono uguali, giungendo i raggi solari perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra.

Gli equinozi occorrono a marzo e a settembre del calendario civile; insieme ai solstizi marcano il momento di avvicendamento delle stagioni astronomiche sulla Terra.

Nell’emisfero boreale l’equinozio di marzo segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, mentre quello di settembre termina l’estate e introduce l’autunno. Viceversa accade nell’emisfero australe, dove l’autunno inizia all’equinozio di marzo e la primavera a quello di settembre.

L’equinozio di marzo, cioè quello di primavera nell’emisfero boreale, è anche detto punto vernale, punto dell’Ariete o punto gamma (dalla lettera minuscola greca γ, la cui forma ricorda, appunto, la testa di un ariete, anche come simbolo tradizionale astrologico), mentre quello dell’equinozio d’autunno, a settembre, viene anche chiamato punto della Bilancia (o punto omega Ω).

Questa notazione, di derivazione astrologica, oggi non è più valida poiché, a causa della precessione degli equinozi dovuta al moto eccentrico dell’asse terrestre, questi punti non si trovano più nella costellazione da cui prendono il nome: infatti attualmente all’equinozio di marzo il Sole si trova nella costellazione dei Pesci, e dovrebbe entrare nell’Acquario nel 2600, mentre a settembre si trova nella Vergine.

L’equinozio di marzo cade spesso il giorno 20 e, a partire dal 2044, saltuariamente anche il 19 marzo. Questo anticipo è dovuto all’organizzazione dei giorni bisestili nel calendario gregoriano che, non coincidendo esattamente con l’anno siderale, ha comportato il mantenimento dell’alternanza quadriennale per l’anno 2000, e causato quindi un progressivo spostamento di un giorno di tutti gli avvenimenti celesti, fino al prossimo riallineamento, previsto nell’anno 2100.

Ricordate quando l’Equinozio di Primavera è stato festeggiato il 21 marzo? L’ultima volta è stato nel 2007 e la prossima sarà nel 2101! Contrariamente alle credenze popolari, l’Equinozio di Primavera può verificarsi il 19, 20 o 21 marzo. Nel XXI secolo, si è verificato il 21 marzo solo per 2 volte: nel 2003 e nel 2007.

L’Equinozio di Primavera è importante per il mondo cristiano. Nel 325, il Consiglio di Nicea stabilì che la Pasqua sarebbe caduta la prima domenica dopo la prima luna piena che si sarebbe verificata in concomitanza con o dopo l’Equinozio di Primavera. Questa formula è la stessa per i cristiani occidentali e per quelli ortodossi, ma le chiese occidentali utilizzano il calendario gregoriano (quello maggiormente utilizzato nel mondo), mentre gli ortodossi utilizzano ancora il vecchio calendario giuliano.

Nell’originale calendario giuliano, promulgato da Giulio Cesare, l’equinozio di primavera cadeva il 25 marzo. La ragione dell’odierno spostamento al 21 marzo (al 20 marzo per i prossimi decenni), si lega alle motivazioni stesse della messa in essere del calendario gregoriano. Infatti Gregorio XIII intendeva ripristinare l’allineamento fra date del calendario ed eventi astronomici esistente al tempo del Concilio di Nicea, tenutosi nel 325. Quindi la riforma gregoriana non recuperò i tre giorni del 29 febbraio degli anni 100, 200 e 300 né il quarto giorno, che si era già aggiunto a causa del caos nell’applicazione del giorno bisestile intervenuta fra l’omicidio di Cesare e il definitivo decreto di riordino di Augusto dell’anno 8. Fu così che l’equinozio fu stabilmente spostato di quattro giorni rispetto alla sua data originaria.

Diversi monumenti storici onorano l’Equinozio di Primavera, gli antichi Egizi erano chiaramente colpiti dal potere dell’Equinozio. Infatti costruirono la Grande Sfinge di Giza in modo che indicasse direttamente verso il sole nascente il giorno dell’Equinozio di Primavera.

Anche a Stonehenge, in Inghilterra, è davvero un momento magico quando il sole sorge esattamente tra due enormi massi, posizionati circa 4.000 anni fa.

Muovendosi verso ovest, il sole del tardo pomeriggio nel giorno dell’Equinozio di Primavera a Chichén Itzá, in Messico, crea l’ombra di un serpente gigante sulla scalinata settentrionale della piramide El Castillo.

Non sorprende che i festeggiamenti per la Primavera avvenissero migliaia di anni prima dell’evoluzione del cristianesimo.

Uno di questi festival era Ostara, rito durante il quale si celebrava la rinascita e la fertilità con la piantagione di nuovi semi. Questi riti derivano dai Celti e dai Sassoni dell’Europa occidentale ed esistevano da molto prima che fossero conquistati dai Romani, circa 2.000 anni fa. Ostara è una dea anglosassone che rappresenta l’alba. Dando continuità a queste tradizioni, i moderni pagani celebrano ancora Ostara, combinando banchetti e divertimenti con rituali per promuovere l’equilibrio, per benedire le piantagioni di nuove sementi e per prepararsi ad una stagione di rinascita.

In quasi tutte le religioni del passato e del presente l’equinozio di Primavera è la celebrazione più importante, centrale della religiosità, questo perché essa rappresenta anche la rinascita dell’anima, il coronamento escatologico dell’essere umano, il suo congiungimento con il divino o, quanto meno, la speranza che ciò avvenga quanto prima. «Com’è in alto così in basso…» così come il sole raggiunge nell’Equinozio la propria realizzazione ciclica, così l’uomo compie la realizzazione completa di sé stesso. Come l’Astro splende perfettamente a Est così, in questo giorno, l’anima trova la propria luce. Come luce e oscurità sono in perfetto equilibrio così gli opposti che nel nostro cuore combattono senza sosta trovano quiete, yin e yang si uniscono e annullano vicendevolmente creando la perfetta armonia.

L’Equinozio di Primavera è il giorno in cui la Natura tutta risorge a nuova vita e nuova speranza, in cui il nostro cammino umano ritrova la speranza.

La Giornata Mondiale della Narrazione è una celebrazione globale dell’arte orale della narrazione che viene celebrata ogni anno durante l’equinozio di primavera nell’emisfero nord.