In questi giorni di isolamento forzato qualcosa su cui possiamo confrontarci a distanza c’è, e sono i ricordi, che ci aiutano a rispolverare vecchi riti e ci fanno rivivere dei momenti di condivisione usuali in questo periodo.

Cominciamo col ricordare le ricorrenze del calendario e, poiché si sta avvicinando il 19 marzo, iniziamo a parlare dei tanti eventi legati a questa data. Uno su tutti è la fogaraccia che solitamente si accendeva la sera del 18, alla vigilia della festa di San Giuseppe. Indimenticabile la scena dedicata alla Fogaraccia in Amarcord di Fellini.

La Fogheraccia, conosciuta anche come Focarina o Focheraccia (riminese: fugaràza) è una celebrazione tipica del folclore romagnolo che si tiene ogni anno nella sera del 18 marzo. Consiste nell’accensione di grandi falò in cui bruciare, secondo l’usanza più recente, vecchi mobili, scarti di potature, altro materiale legnoso.

In alcune zone dell’entroterra romagnolo la simbologia della fogheraccia s’intersecava con il rito detto della “segavecia” o della “vecchia”, tenuto il giovedì di mezza quaresima, durante il quale un fantoccio con le sembianze di una vecchia, veniva trainato su un carro mascherato tra suoni di trombe, battaglie con frutta e grida, per essere poi squarciato e arso in piazza.

Della Fogaraccia ne esiste una versione “di campagna” e una “di mare”: mentre la prima trae il suo materiale dalle stoppie dei campi, dai residui delle potature e dagli scarti del raccolto, la seconda anche dalle grandi quantità di legna portato a mare dai fiumi con le piogge autunnali e invernali.

La pratica del falò era molto diffusa in passato, fin sul litorale e nei paesi ogni quartiere provvedeva a costruire la propria pira, anche piuttosto grossa, mentre le campagne si punteggiavano dei piccoli fuochi dei contadini.

Vi ricordate quando il fuoco lo accendevamo ognuno nel nostro giardino, e si faceva a gara a chi lo faceva più bello? Poi ci siamo organizzati a farlo per gruppi di famiglie, poi davanti alla chiesa del quartiere, fino a che abbiamo smesso, sembra per divieti arrivati dall’alto e per motivi di sicurezza.

Adesso per rivedere la fogaraccia dobbiamo ringraziare le associazioni culturali che l’organizzano sulla spiaggia, con tanto di regolari permessi, come fa Il Fortino a Gabicce Mare.

Qualche anno la fogaraccia del Merz dre Marina, come è stato simpaticamente battezzato il falò organizzato dall’Associazione Culturale Il Fortino, è stata rinviata per motivi di maltempo, ma quest’anno sappiamo tutti il motivo per cui non si farà …