Siamo quasi arrivati alla fine di questo febbraio bisestile, che di giorni ne avrà ventinove, e se domani si chiude ufficialmente il Carnevale 2020, in queste righe vogliamo raccontare ancora un po’ di storia sulle varie manifestazioni, vicine oppure lontane, e segnalarvi alcuni eventi a cui poter partecipare.

In Emilia Romagna il Carnevale d’Europa sfila nel suggestivo centro storico della Città di Cento, in provincia di Ferrara, dove le splendide creature di cartapesta fanno il loro spettacolo di maschere e i gruppi in costume si muovono in una cornice davvero unica. Del Carnevale di Cento si hanno notizie già dal 1600 grazie ad alcuni affreschi del famoso pittore centese Gian Francesco Barbieri detto il “Guercino”.

Tra i numerosi eventi del ricco programma di questo carnevale segnaliamo IL GRANDE SBARACCO, giornata di grande shopping nel centro storico di Cento che si terrà proprio il 29 Febbraio, da mattina a sera, con la consueta motivazione “A Carnevale ogni prezzo vale”. Una vera opportunità per gli amanti degli acquisti e delle buone occasioni.

Nelle Marche il carnevale di Offida (in dialetto offidano “Lu bov fint” e “Li Vlurd”) è lo storico carnevale che si svolge nell’omonima cittadina in provincia di Ascoli Piceno.

La concezione del Carnevale è profondamente radicata nella popolazione offidana, tanto che le feste carnevalesche tendono ad avere un carattere di ritualità, che permea l’intera città.

Anche se si respira un’immancabile aria di modernismo specie nella musica e nei balli, la memoria storica del Carnevale, in quelle sue tradizioni particolari, rimane e cerca di perpetuarsi nelle nuove generazioni.

Tra gli eventi a venire di questo carnevale segnaliamo la festa in piazza che dura tutto il pomeriggio del martedì grasso e si conclude con la fantasmagorica sfilata dei “Vlurd”.

Persone dei paesi vicini e turisti, per l’occasione, giungono ad Offida, non per assistere da spettatori a sfilate di grandiosi carri allegorici, ma per essere coinvolti in un’autentica festa di popolo diventando quasi attori di rappresentazioni il cui valore simbolico cede più a quello reale delle forze vitali e istintive.

L’ultimo giorno di Carnevale, martedì grasso, tutti in Offida si mascherano, alcuni sbucando da ogni parte con indosso il tipico “guazzarò” (saio di tela bianca con fazzoletto rosso al collo), altri mascherati con costumi più diffusi ma col viso tinto di vari colori, per inondare la piazza e scorrazzare per le strade tra urla, danze, scherzi di ogni sorta e lanci di coriandoli.

Centinaia di uomini e donne mascherati, con lunghi fasci di canne accesi sulle spalle, in fila indiana, tra urla e danze selvagge, percorrono il Corso che sembra uno strisciante serpente fiammeggiante, quindi inondano la piazza principale al cui centro dispongono i “bagordi” ancora in fiamme; le maschere come impazzite corrono a cerchio intorno al falò mentre urla e canti si fondono tra vortici di fumo e miriadi di scintille di fuoco brillanti nell’aria. Quando il fuoco pagano che incendia la piazza con il rito bacchico dei “Vlurd” si spegne, torna sovrano il silenzio, foriero di pace quaresimale.

UN PO’ PIÙ LONTANO

Il CARNEVALE DI PUTIGNANO, in provincia di Bari, è il più lungo perché inizia addirittura a dicembre con la Festa delle propaggini; ma è anche tra i più antichi d’Europa e quest’anno mette in scena la sua 626 esima edizione avente per tema “La Terra vista dal Carnevale”.

Di giovedì in giovedì, di tradizione in tradizione, di carro in carro, si arriva al martedì grasso, giorno di chiusura del Carnevale e del gran finale in notturna. I 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni scandiscono ufficialmente la fine dei bagordi e l’inizio della Quaresima.