Le origini della giornata degli innamorati sembrano essere in realtà pagane, e vengono generalmente associate alla festa romana dei Lupercali, celebrata il 15 febbraio in omaggio al dio Fauno, protettore delle greggi e dei raccolti. Come ben sappiamo i popoli antichi, per lo più dediti alla pastorizia e all’agricoltura, tenevano in grande considerazione i momenti più importanti del ciclo della natura, dal suo risveglio al raccolto, dalla nascita degli agnelli a quella dei vitelli, e tutto a quanto era connesso ai ritmi della terra e della vita agricola.

Ebbene, Febbraio era un mese particolare, che segnava il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile.
Un mese da molte culture dedicato alla purificazione, ma anche il mese in cui si manifestano i primi segni del risveglio della natura.
Le prime gemme erano pronte a fiorire, mentre negli ovili già nascevano gli agnelli, e i lupi, affamati dal lungo inverno, scendevano a valle in cerca di cibo, minacciando le greggi.
Così i romani, che con i lupi avevano indubbiamente un rapporto di odio e amore, per via della lupa che allattò i famosi gemelli, si rivolgevano al loro dio della natura selvaggia in cerca di protezione.

Fauno era il dio della campagna, dei pascoli e dell’agricoltura, contrapposto al dio dei boschi, Silvano. Era anche chiamato “Luperco”, in qualità di difensore delle greggi e degli abitanti della campagna dagli assalti dei lupi ed essendo lupo egli stesso (Lupercus = lupus + hircus).
Si tratta di una delle più antiche divinità italiche.

Il dio Fauno aveva come passatempi cacciare e corteggiare le ninfe. Amava suonare il flauto ed era portatore di istinti sessuali. Il suo aspetto era dalle forme umane, ma con le gambe da capra e le corna sul capo.

In suo onore venivano celebrate le feste purificatorie che consistevano nell’allontanare due gruppi di sacerdoti nelle foreste, truccati in modo spaventoso e vestiti con le pelli degli animali sacrificati (antesignano dell’odierno Carnevale?). La festa prevedeva, oltre alla rappresentazione nel lupercale, anche una simpatica lotteria a sfondo amoroso e sessuale dove i nomi delle giovani vergini e quelli dei giovani aspiranti uomo-lupo erano posti in bigliettini dentro due appositi contenitori. Due fanciulli battezzati con il latte durante il rito lupercale pescavano un bigliettino formando così le coppie, che avevano a disposizione un anno per provvedere alla fertilità di tutta la comunità, con la benedizione di tutti gli dei (Marte, Romolo, pan, fauno Luperco) e delle grandi madri romane (Ruma, Rea Silvia, Fauna, Acca Laurentia) incarnatesi nel modello mitico universale noto come la lupa.
Il culto di Luperco era molto sentito e i Lupercali rimasero una ricorrenza significativa per i Romani, anche dopo l’avvento del Cristianesimo.
L’antico rito pagano infatti fu celebrato fino al V° secolo dopo Cristo, quando subentrò la nuova festa cristiana nota come San Valentino, o Festa degli innamorati.

CURIOSITÀ: nell’epoca moderna i Fauni sono stati spesso soggetto di dipinti e opere d’arte, sono presenti in libri, film e produzioni varie, essendo diventati anche figure ricorrenti del genere fantasy. Nei moderni videogiochi i Fauni sono presenti nel secondo capitolo della saga del draghetto Spyro, intitolato Spyro 2: gateway to Glimmore, sotto le spoglie di Fauni femmina. Il principale è senza dubbio Elòra, amica e aiutante di Spyro, che si mostra come una donna con le zampe, gli zoccoli e la coda da cavallo. Nel mondo Colline Frattura, invece, appaiono assieme a dei Satiri, altri Fauni di genere femminile, resi curiosi dallo yo-yo con cui giocano continuamente. I Fauni appaiono anche in God of War II dove, a differenza dei Satiri, sono rappresentati come creature con gambe da capra ma con busto da non-morto. Per finire l’elenco delle comparse in videogioco segnaliamo la loro presenza anche in Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio.

Per arrivare dai Fauni a San Valentino bisogna considerare che sin dai primi secoli dell’era cristiana, molte divinità pagane vennero demonizzate e in particolare i Fauni, associati ai Satiri e ai Silvani, si trasformarono in orribili diavoli, precisamente con le corna, gli zoccoletti e la coda. Naturalmente erano pericolosi per i cristiani, di cui risulta evidente, da questa descrizione, il terrore e l’orrore nutrito nei confronti della Natura selvaggia, viva, elemento essenziale di sacralità, e dunque, ai loro occhi, diabolica: la stessa Natura con cui la Strega era in armonia, e destinata, per questo, ad essere perseguitata.
Fu così che la festa di Fauno fu gradualmente sostituita con la festa di S. Valentino, dedicata agli innamorati, ma senza connotazioni sessuali.

fonti: Wikipedia, studiarapido.it, acam.it, ilcerchiodellaluna.it.