Nella giornata dedicata alla Memoria riserviamo questo spazio ai ricordi e alla testimonianza del “passaggio del fronte” che, nel caso della nostra Gabicce, riguarda uno degli episodi più duri e cruenti della Seconda Guerra Mondiale. Lo sfondamento della Linea Gotica, infatti, avvenne proprio dalle nostre parti, con l’assalto delle truppe alleate da Montemaggiore al Metauro fino a raggiungere Gemmano e Coriano, dove si sono svolti violenti combattimenti e numerosi bombardamenti, da terra, dal cielo e dal mare.

Riguardo alla battaglia di Gemmano, trovate incredibili testimonianze su www.memorielineagotica.it con diversi video di interviste recenti e fotografie d’epoca nella sezione Memorie dalla Linea Gotica Orientale, progetto che aderisce al network europeo APPEACE – War Places/Peace Citizens. Il sito viene costantemente aggiornato con nuovo materiale.

Per quanto riguarda Gabicce Mare, ci sono i libri pubblicati dall’Associazione Culturale Fortino come “La guerra che eravamo”, raccolta di testimonianze dirette, e “Il fortino tra guerra e pace”, che  racconta di una delle tante fortificazioni erette in territorio gabiccese dai tedeschi proprio per difendere la Linea Gotica.

Altra pubblicazione di interesse, ma non so se si riesce a trovare, è quella del testo di Guido Paolucci “Gabicce, Gradara, Cattolica”; la narrazione di storie di ebrei a Gabicce in tempo di guerra, la sua citazione nel libro che ha ispirato il notissimo film “Il Paziente Inglese” e la battaglia di carte per la sua indipendenza, costituiscono il cuore della pubblicazione.

“Alla fine del 1943, a seguito delle leggi razziali istituite dal regime fascista e dell’occupazione tedesca, che prevedevano la deportazione di tutti gli individui di religione ebraica, un gruppo composto da 13 membri delle famiglie Finzi e Rimini, dopo un drammatico pellegrinaggio, era giunto a Gabicce Mare, dove era riuscito ad ottenere, grazie all’aiuto del Segretario comunale Loris Sgarbi e del Podestà di Gabicce, Romeo Zoppi, nuovi documenti falsi e nuovi cognomi.” Fonte Wikipedia. Questa testimonianza la trovate sul libro “Qualcuno si è salvato” di Cesare Moisè Finzi.

Dall’inizio di questo millennio si sono moltiplicate le iniziative volte a recuperare la memoria dei fatti avvenuti sul nostro territorio; cercheremo, col tempo, di digitalizzare e rendere disponibile un archivio che possa contenere le numerose vicende che hanno attraversato la storia di Gabicce Mare, per non perdere la memoria e per dare la possibilità ai nostri concittadini di consultare tutte le testimonianze o i racconti di esse.