Tra pochi giorni entreremo nel 2020, mentre il Ceppo di Yule brucia nel camino e le giornate iniziano ad allungarsi, il grande freddo sta per affacciarsi alle nostre porte, mancano pochi giorni al Capodanno e anche tu starai organizzando la tua serata di festa e il banchetto per il primo giorno dell’anno.

In queste pagine ricordiamo alcuni riti e tradizioni che si compiono in questo periodo al di là dello shopping e delle mangiate sfrenate.

Queste note ci accompagneranno fino all’Epifania che … TUTTE LE FESTE SI PORTERÀ VIA!!!

Le dodici notti durante le quali brucia il Ceppo di Yule, scattano quando il giorno più corto decreta la morte del “sole vecchio”, di solito tra il 24 e il 25 dicembre; secondo lo studioso Alexander Hislop, la festa del 25 dicembre che celebra la nascita del sole invitto (Sol Invictus) sia presso gli antichi romani che i greci, risale a Babilonia con Nimrod deificato come dio-sole. Il suo abbattimento da parte dei nemici era rappresentato da un ceppo e la sua rinascita era raffigurata da un sempreverde. Nel suo libro The Two Babylons, Hislop afferma che “Il ceppo di Natale” è il tronco morto di Nimrod, deificato come dio-sole, ma abbattuto dai suoi nemici; l’albero di Natale è Nimrod redivivo, il dio ucciso ma tornato in vita”. Il ceppo veniva bruciato la sera del 24 dicembre e veniva sostituito con un sempreverde.

A seconda delle culture, erano diverse le piante che venivano scelte per questa tradizione: i francesi preferivano gli alberi da frutta, gli inglesi il frassino, il pino o la quercia, gli scozzesi la betulla, i serbi la quercia, ecc.

Che si trattasse di una tradizione molto antica e diffusa è testimoniato dal fatto che in alcune lingue il termine con cui si indica il ceppo si ritrova nei termini per indicare il Natale (come il lituano kalėdos, che significa letteralmente “sera del ceppo”) o la vigilia di Natale (come il croato badnjak, che significa anche “ceppo”) o da altri nomi come “Festa di Ceppo” locuzione usata in Toscana e legata alla tradizione locale).

Si tratta quasi certamente di un’usanza di origine precristiana, a cui gli studiosi hanno dato diverse interpretazioni.

L’usanza del ceppo di Natale è attestata per la prima volta in Germania nel 1184.

Dalla Germania la tradizione si diffuse anche in Scandinavia, nelle Alpi italiane, nella penisola balcanica e nella penisola iberica.

L’usanza si diffuse anche in Inghilterra, dove è attestata per la prima volta nel XVII secolo. A farne menzione è il poeta Robert Derrick, che parla di una tradizione molto consolidata nel Devon.

Croazia

In Dalmazia il ceppo (in serbo-croato: badnjak) veniva addobbato con fiori e foglie ed era usanza lanciare del grano o del vino al ceppo, durante il suo trasporto da parte del capofamiglia, mentre il resto della famiglia reggeva delle candele accese. Il capofamiglia era solito recitare la preghiera “Benedetta sia la tua nascita!”

Francia

In Francia, tutta la famiglia era impegnata nella ricerca del ceppo (in francese: calendeauchalendelchalendalsouche de Noël, bûche de Noël, ecc.). Si usava mettere il ceppo sotto il letto come protezione dai fulmini oppure lo si mischiava al foraggio per favorire la fertilità delle mucche; si credeva inoltre che i resti del ceppo prevenissero le malattie dei vitelli e la ruggine del grano.

In Provenza, mentre il capofamiglia andava alla ricerca del ceppo (chiamato in questa regione calignau o tréfoir), il resto della famiglia intonava preghiere che dovevano favorire il parto di bambini, di agnelli e di capretti, la crescita del granturco, ecc.

Nel Périgord, si usava costruire l’aratro con i resti non bruciati del ceppo, credendo che così i semi sarebbero stati più fruttuosi.

Germania

In Germania, dove il ciocco natalizio è chiamato ChristklotzChristbrandChristblockJulklotz o Julblock, si usava, in particolare in Assia e in Vestfalia, far bruciacchiare il ceppo lentamente per poi toglierlo e gettarlo di nuovo sul fuoco come protezione dai fulmini.

Grecia

In Grecia si credeva che il ceppo natalizio allontanasse dalla propria casa i kallikantzaroi, i mostri maligni del folklore locale.

Italia

In Lombardia, il capofamiglia usava aspergere sul ceppo o zocco del ginepro e porvi sopra delle monete recitando una preghiera in nome della Trinità. In seguito, si beveva a volontà e il vino rimanente veniva gettato dal capofamiglia sul ceppo; era poi anche usanza, durante la cerimonia del ceppo, tagliare tre panettoni e conservarne un pezzo a scopo taumaturgico per tutto l’anno successivo.

In Toscana, in particolare in Val di Chiana (provincia di Arezzo), era usanza intonare durante la “cerimonia del ceppo” la seguente preghiera: “Si rallegri il ceppo: domani è il giorno del pane […]”. In seguito, dei bambini bendati (poi ricompensati con dolci e altri regali), dovevano colpire il ceppo con delle tenaglie, mentre il resto della famiglia intonava una particolare canzoncina, chiamata “Ave Maria del Ceppo”.

In particolare in Romagna, prima di recarsi alla Messa di Mezzanotte, si ponevano di fronte al camino, ove ardeva “el zòc ed Nadèl”, tre sedie vuote e si lasciava la tavola apparecchiata con i resti del cenone. Si pensava che nella casa vuota sarebbe arrivata la Sacra Famiglia e avrebbe così potuto riscaldarsi e ristorarsi.

La Pro Loco di Modigliana ripropone il tradizionale appuntamento con “El zoc ed Nadel”: la manifestazione prende il via con l’accensione di un fuoco natalizio che resta vivo per tutta la durata delle feste di fine anno.

La storia di questa festa di Natale è ben descritta sul sito della Pro Loco di Modigliana:
Era il 274 d.C. quando Aureliano, l’Imperatore romano stabilì che il 25 dicembre era il giorno del Sole e del fuoco e che come tale aveva bisogno di ricchi festeggiamenti. A Modigliana, in provincia di Forlì, E zoc ed Nadel è la festa pagana, diventata poi religiosa col Natale, che prevede che un ceppo (di solito di legno di quercia) bruci nella piazza centrale del paese. Per dodici giorni di fila le case saranno rischiarate dal bagliore delle fiamme che, a seconda di come arderanno, saranno di buono o cattivo auspicio per l’anno che arriva.
La manifestazione prende il via con l’accensione di un fuoco natalizio che resta vivo per tutta la durata delle feste di fine anno.
Ogni sera ci si ritrova in allegria e in compagnia di amici per mangiare ciò che viene offerto dalle varie associazioni e ditte che gestiscono di volta in volta le serate.
Assaggi gratuiti di salsiccia, pancetta, castrato, polenta, fagioli con cotiche, cece, dolci e vin brulè”.

Montenegro

Nel Montenegro, si usava mettere sul ceppo un pezzo di pane e – similmente all’usanza lombarda – aspergere il tronco con del vino.

Portogallo

In Portogallo, i resti del ceppo (sepo de Natal in portoghese) venivano conservati in quanto si credeva che prevenissero dai danni solitamente provocati dalle tempeste.

Regno Unito

La tradizione del ceppo di Natale (in inglese: yule log) fu adottata nella maggior parte delle zone della Gran Bretagna: unica eccezione furono le pianure scozzesi, a causa della scarsità di foreste.

In Inghilterra si usava scegliere il ceppo già il giorno della Candelora (a febbraio!) e poi lasciato essiccare fino a Natale.

Nello Shropshire vigeva una particolare superstizione, secondo la quale era assolutamente vietato gettare la cenere del ceppo il giorno di Natale, in quanto si credeva che così facendo la si sarebbe gettata in faccia a Gesù Cristo.

Nel Devon, il ceppo era invece solitamente sostituito da dei rami di frassino: ogni qual volta uno di questi rami veniva consumato dal fuoco, si usava offrire da bere del sidro.

Serbia

In Serbia si usava tagliare il ceppo la mattina della Vigilia di Natale, prima del sorgere del sole, e riportarlo a casa, addobbato con dei nastrini, prima del tramonto. Spettava poi al maschio più anziano della casa accenderlo e recitare una preghiera.

Spagna

In Catalogna è diffusa la tradizione del Tìo de Nadal, un tronco intagliato dove i bambini bendati obbligano il ceppo a defecare i regali al suono delle canzoni tradizionali e delle mazzate. In Galizia troviamo invece il Tizón de Nadal.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti, antecedentemente alla guerra civile americana, si usava concedere una pausa agli schiavi per tutto il periodo in cui ardeva il ceppo di Natale.

Una particolare usanza era invece diffusa a partire dal 1933 a Palmer Lake, in Colorado: si trattava della cosiddetta “caccia al ceppo”, durante la quale persone vestite con mantelli e cappucci rossi o verdi cercavano il tronco migliore, che in seguito veniva trascinato per le vie della città.

Il ceppo di Natale nella cultura dei mass media.

Negli Stati Uniti è stato trasmesso dal 1966 al 1989 dall’emittente televisiva di New York WPIX un programma chiamato appunto Yule Log (ovvero “Ceppo di Natale”), che andava in onda la vigilia e la mattina di Natale e che consisteva nel mandare in onda per un paio d’ore le immagini di un ceppo natalizio acceso accompagnate da canti natalizi. A grande richiesta popolare, il programma è ritornato a partire dal 2001.