Grande festa alla nostra sede operativa in via Leopardi in Galleria delle Botteghe a Gabicce Mare; il Solstizio d’Inverno noi della Pro Loco Castrum Ligabitii lo abbiamo celebrato ieri, facendo salire al cielo i vostri desideri, bevendo del brulè e mangiando l’ottimo ciambellone di Bassi in buona compagnia.

Ora mancano solo pochi giorni a Natale, versione cristiana dell’antica celebrazione della rinascita del sole che abbiamo ricordato con il Solstizio d’Inverno. La ricorrenza della nascita di Cristo fu fissata al 25 dicembre dal papa Giulio I (337 -352) per il duplice scopo di celebrare Gesù Cristo come “Sole di giustizia” e per creare una celebrazione alternativa alla più popolare festa pagana.

Un tema legato ai riti antichi che si perpetuavano in questo periodo, durante il quale si celebravano le nozze fatali della notte più lunga col giorno più breve, nacque all’epoca delle prime civiltà agrarie e celebrava la nascita-germinazione di un Dio del Grano.

Le genti dell’antichità, che si consideravano parte del grande cerchio della vita, ritenevano che ogni loro azione, anche la più piccola, potesse influenzare i grandi cicli del cosmo. Così celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e  accendevano falò per sostenerne la forza e per incoraggiarne la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

Torniamo a parlare del Natale, addobbare l’albero  con le luci e accenderlo di mille riflessi, ricorda il rituale del Ceppo di YULE, il cui fuoco spesso veniva lasciato ardere fino all’attuale festa della Befana.

In alcune popolazioni europee, con il fuoco dell’abete, si bruciava simbolicamente la negatività del passato, e le streghe leggevano nel fuoco i presagi per il futuro.
La tradizione dell’albero prese piede in Italia nel 1800, quando la regina Margherita, moglie di Umberto I, ne fece allestire uno in un salone del Quirinale, dove la famiglia reale abitava. La novità piacque moltissimo e l’usanza si diffuse tra le famiglie italiane in breve tempo.

Molte leggende cristiane sono poi nate nel tempo attorno all’albero di Natale, come quella americana che racconta di un bambino che si era perso in un bosco alla vigilia di Natale e si addormentò sotto un abete.

Per proteggerlo dal freddo, l’abete si piegò fino a racchiudere il bambino tra i suoi rami. La mattina i compaesani trovarono il bambino che dormiva tranquillo sotto l’abete, tutto ricoperto da cristalli che luccicavano alla luce del sole. In ricordo di quell’episodio, cominciarono a decorare l’albero di Natale.

Secondo lo storico d’arte, invece, la leggenda dell’albero di Natale risale addirittura a Lutero il quale, un giorno che si perse nei boschi, riuscì a ritrovare la strada di casa orientandosi con le stelle che intravedeva tra i rami di abete. Da quel giorno, per ringraziare Dio del lieto fine della sua disavventura, istituì presso la sua chiesa  l’abitudine di far abbellire un abete con le stelle luccicanti come quelle che gli avevano indicato la via di casa nella notte buia. (cit. Luca Baroni “L’immagine del Natale da Dickens alla Coca Cola).

La simbologia dell’albero di Natale  è stata tramandata anche nell’arte culinaria e ha prodotto delle autentiche “luvarie”, come quelle illustrate qua sotto, che riportano in auge il rito del Ceppo di Yule.   

TANTISSIMI AUGURI A

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