FESTA E RITI DEL SOLSTIZIO D’INVERNO

Secondo la tradizione Celtica

Di origine germanica ma diffusasi presto anche nelle Terre Celtiche, Yule era la festa del fuoco e della luce che si celebrava durante il Solstizio d’Inverno per aiutare il sole nella sua lotta contro le forze dell’oscurità.

Da quelle lunghe notti arriva la tradizione del ceppo di Natale, un grosso tronco (detto ceppo di Yule – in inglese Yule log) portato in casa il giorno di Natale che doveva bruciare lentamente per le 12 notti in cui durava la festa!

Il tronco era preparato alla vigilia della festa seguendo dei precisi cerimoniali (tagliandolo per lo più da una vecchia quercia), con canti e benedizioni, e decorato con nastri e sempreverdi (a volte bagnato con del sidro). Si portava in casa per sistemarlo nei grandi camini e si manteneva acceso fino all’Epifania: quel ceppo proteggeva la casa dagli incantesimi delle forze maligne e le ceneri erano sparse sopra i campi per renderli fertili. I resti del ceppo, venivano anche conservati per poter poi alimentare il fuoco che avrebbe arso il ceppo dell’anno seguente.

In questa pagina parliamo di Nos Galan, una melodia che richiama la musica dei madrigali elisabettiani del XVI sec e che appartiene alla tradizione gallese delle musiche da danza. Veniva cantata nella notte di Capodanno, ma ai giorni nostri si è trasformata in Deck the Halls, una delle canzoni di Natale.

Il brano è arricchito da molte varianti testuali, ma nella sua versione più antica contiene molte espressioni ormai desuete nell’inglese comune e soprattutto fa riferimento alla celebrazione della festa solstiziale di Yule, e all’usanza di decorare la casa con rami di vischio e di agrifoglio (il nostro albero di Natale arriva da questa tradizione) simboli del perdurare della vita vegetale (e la sua fertilità) anche nel periodo più freddo e buio dell’anno.

Ecco la prima versione:

 

 

 

 

 

Che ai giorni nostri è diventata:

 

 

 

NOTE:

1) contrazione di “do on” usata nei testi del 1300: sta per “put on”

2) il temine gay proprio del linguaggio medievale sta per “full of joy or mirth”, la sua connotazione negativa e promiscua risale invece al 1600

3) troll sta per “to sing in a full, rolling voice” cantare forte o con coraggio, ma anche “cantiamo il ritornello”

4) yuletide: tide usato come suffisso: ”point or portion of time, due time

5) carol: nel medioevo la carola era una danza in cerchio eseguita sul canto di un solista e con un ritornello intonato dal coro, dal 1500 prende il significato di inno di Natale

 

Trovate questa e altre curiosità su http://ontanomagico.altervista.org/deck-halls.htm

Dove potrete anche ascoltare le canzoni.