Di seguito un estratto dalla pagina del sito Barche d’epoca e classiche che riguarda un LANCIONE costruito a Gabicce Mare; trovate l’articolo completo di Stefano Medas – Presidente Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale di Venezia (Ottobre 2014 – Fotografie autori vari) al segueFoto 1 - Il Nino Bixio negli anni Trenta Foto Collez. Michelininte link: https://www.barchedepocaeclassiche.it/barche-d-epoca-e-classiche/barche-tradizionali/344-la-saviolina,-lancione-tradizionale-della-marineria-romagnola.html

LA SAVIOLINA, ‘FIGLIA’ DI DUE MARINERIE
La sua costruzione fu commissionata nel 1926 al maestro d’ascia Guido Rondolini di Gabicce (Pesaro) dai fratelli Michelini, anch’essi di Gabicce, considerati tra i più abili pescatori locali e conosciuti, come era d’uso per tutti in quei tempi, col soprannome di famiglia: i “Muròt”. Altrettanto abile era il maestro d’ascia Rondolini (classe 1899), che fin da giovane si affermò per le sue capacità nel realizzare barche robuste e dalle linee eleganti. Iniziò il mestiere all’età di soli quattordici anni, come apprendista presso il cantiere di Francesco Cola. Siamo tra Romagna e Marche, lungo la sponda destra del fiume Tavollo che rappresenta il confine tra i comuni di Cattolica (Rimini) e quello di Gabicce, dunque tra le due regioni. Le marinerie dei due paesi, profondamente legate tra loro, condivisero infatti lo stesso tratto del fiume che fungeva per entrambe da porto canale.
1928, IL VARO CON IL NOME DI NINO BIXIO
Il nostro lancione fu varato a Gabicce nel 1928 col suo primo nome “Nino Bixio”. Misura 11,10 metri di lunghezza, 3,46 metri di larghezza, ha un puntale di 1,04 metri e una stazza lorda di 7,60 tonnellate (i dati riportati sul libretto di navigazione attuale sono inesatti sia in relazione al costruttore e al luogo di costruzione che alle dimensioni). Scheletro e fasciame della barca erano tutti in legno di quercia, mentre la coperta era in larice. Nel corso del tempo, a seguito dei diversi lavori di manutenzione e di ripristino a cui vanno necessariamente incontro gli scafi di legno, le tavole di quercia del fasciame furono via via sostituite con tavole di larice, tanto che, alla fine, rimasero di quercia solo i torelli, i controtorelli e le cinte. Il “Nino Bixio” nacque a tutti gli effetti come imbarcazione a vela, cioè con uno scafo e un armo concepiti per questo tipo di propulsione. Tuttavia, la sua costruzione si pone alla fine di un’epoca, quella della vela appunto, motivo per cui la barca fu dotata da subito di un motore ausiliario, un BL (FIAT) da 18 HP comprato usato, che funzionava sia a benzina che a gasolio.