Morciano di Romagna (Murzèn o Murcièn in romagnolo) è un comune italiano di 7.022 abitanti della provincia di Rimini, in Emilia Romagna.

L’area comunale è percorsa dal fiume Conca che, a cavallo tra Emilia-Romagna e Marche, percorre la Valconca per poi sfociare nel  mare Adriatico.

Morciano sarebbe stata in epoca romana una comunità fondata da un membro della famiglia Marcia, famiglia che si insediò nella colonia di Rimini e che era in possesso di numerosi territori del circondario riminese. In alcuni documenti medievali ci si riferisce ad un “Marcianum” o “Marzano”. C’è anche chi ha supposto che Morciano facesse parte, sempre in epoca romana, della scomparsa Crustumio o Città di Conca (Custumium è il nome latino del fiume Conca) e che in tempo medievale si fosse sviluppato sui ruderi di quest’ultima.

Il primo documento in cui Morciano è menzionato è il codice bavaro, cioè il Registro delle investiture concesse dalla Chiesa di Ravenna nei secoli VIII, IX e X, dei fondi che questa possedeva nei territori di Rimini, Senigallia, Osimo, Urbino, Pesaro e Montefeltro. Qui si nomina un “fundus Morciani” che significa un appezzamento di terra chiamato Morciano appartenente forse a qualche proprietario riminese. Era sicuramente abitato (da chi sull’appezzamento lavorava), ma non aveva alcuna esistenza politica o civile.

In seguito Morciano diventa un “castrum” come ci attesta l’atto, datato 1014, con cui il feudatario riminese Bennone di Vitaliano cede al figlio Pietro il “castrum integrum quod vocatur Morcianum cum Capella ibi fundata cui vocabulus est S. Johannes”. Nel 1061 San Pier Damiani, della congregazione di Fonte Avellana, fonda, a 2 km circa dal centro di Morciano, sulla riva destra del Conca l’Abbazia dedicata a San Gregorio, la quale diviene ben presto punto di riferimento della vita religiosa ed economica della bassa Valconca.

Morciano perde progressivamente importanza e la sua popolazione si trasferisce sulle circostanti colline o va alle dipendenze del monastero di San Gregorio. Nel 1069 Pietro di Benno, con il consenso di Erigunda sua moglie, fa donazione al monastero di una cospicua quantità di beni fra cui il castello di Morciano e il castello di Mondaino. Da questo momento Morciano è alle dipendenze dell’Abbazia di San Gregorio e qui viene trasferita parte dei mercati che si svolgevano nel suo borgo. L’Abbazia, con la sua struttura e il suo prestigio, diviene il luogo più sicuro ove effettuare scambi commerciali.

Nel XIV secolo Morciano è diviso in due parti: il suo territorio alla destra del Conca, ciò che restava del borgo, apparteneva al Comune di Montefiore, mentre i terreni a sinistra del fiume, sui quali, fra l’altro, erano presenti numerosi mulini, erano sottomessi al Comune di San Clemente. Morciano quindi continuava ad esistere ma era solo un “forum” o “emporius”, come viene definito in uno statuto montefiorese, il cui controllo era fonte di notevoli entrate per il Comune di Montefiore. Quest’ultimo aveva la facoltà di determinare pesi, misure e dazi delle merci portate sui mercati morcianesi. Tale egemonia montefiorese causò in passato non pochi contrasti tra i comuni che allestivano mercato a Morciano.

Nella seconda metà del secolo XVI, quando per Montefiore Conca era ormai cominciata la parabola di decadenza, i suoi consiglieri decretarono, in accordo con la Camera Apostolica, il trasferimento dei mercati di Morciano entro le mura della loro Rocca pensando così di arginare la crisi del loro Comune. Ma tale scelta non portò ai risultati attesi, e così, dopo pochi anni, i mercati furono riportati a Morciano. Da questo momento in poi Morciano conosce un continuo sviluppo. Una nuova chiesa parrocchiale viene fatta costruire, per disposizione dell’Abate di Scolca, dove sorge l’attuale, il che ci fa pensare che tutt’attorno ad essa dovesse già esistere gli edifici di un nuovo borgo. Nel 1621 viene svolto il primo censimento il quale rileva sul territorio morcianese la presenza di 53 famiglie per un totale di 283 abitanti. Nel 1797 le truppe napoleoniche che avevano invaso l’Italia, imposero la soppressione e la chiusura dell’antica Abbazia di San Gregorio. Ogni suo bene fu acquisito dal conte riminese Luigi Baldini il quale fece trasferire la ricca fiera di San Gregorio, che per secoli si era tenuta nel chiostro del monastero, a Morciano determinando così un ulteriore impulso alla vita commerciale del paese. Nel 1827 Morciano diventa Comune “appodiato” di San Clemente (gli appodiati erano comuni di ordine inferiore che si appoggiavano ad un altro maggiore, ma che avevano propri rappresentanti e potevano disporre delle proprie entrate) e più tardi, nel 1857, ottiene, per decreto di Pio IX, la completa autonomia.

Nel 1862 assume il nome di Morciano di Romagna. L’elezione a comune fu la logica conclusione di un processo di espansione in cui Morciano, da piccolo borgo, con poche case attorno alla chiesa parrocchiale, divenne paese, con una popolazione che nel 1865 raggiungeva i 1503 abitanti.

A nord est del paese si trovano le rovine dell’abbazia di san Gregorio. Questo monastero fu fondato attorno al 1060 da San Pier Damiani e ancora oggi rappresenta uno degli edifici storici più significativi di Morciano di Romagna e della Provincia di Rimini. Nonostante i secoli trascorsi, è tuttora visibile l’impianto generale con alcune imponenti strutture.

Fiera di san Gregorio

Ogni anno nel mese di marzo nella settimana attorno al 12, si svolge la centenaria Fiera di San Gregorio.

L’evento, che fino al XIX secolo si teneva nell’antica Abbazia di San Gregorio, oggi attira migliaia di visitatori da tutta la provincia di Rimini e da quella di Pesaro. Gli ospiti vengono ricevuti in un’atmosfera di divertimento, trattorie all’aperto, esposizioni di automobili, di trattori e piante.

 

FONTE WIKIPEDIA