Misano Adriatico (Misên in romagnolo) è un comune italiano in provincia di Rimini.

Misano Adriatico si sviluppa tra verdi colline su una superficie di 2.243 ettari tra la linea di costa Adriatica a nord-est, il corso del fiume Conca a sud-est che lo separa da Cattolica e San Giovanni in Marignano, il territorio di San Clemente e Coriano a sud-ovest e il territorio di Riccione a nord-ovest. Da quest’ultimo comune Misano Adriatico è separato da corsi d’acqua quali il fosso Raibanola Fossa ed il rio Alberello (i cui affluenti sono il rio Gorguccia ed il rio del Fossetto) che nasce nella frazione di Scacciano.

Il territorio misanese è fortemente radicato nell’entroterra dove si trovano ampi spazi verdi e un’oasi naturalistica sul fiume Conca. Le altezze sul livello del mare variano da un minimo di 1 metro ad un massimo di 167 metri nei pressi di monte Annibolina per un’altezza media di 49 metri.

Il centro abitato più antico, situato in località Misano Monte, si trova ad un’altezza di 97 metri sul livello del mare, dove si trova anche la chiesa dell’omonimo patrono di Misano, la chiesa di San Biagio. Quest’ultimo centro si trova in posizione panoramica su una collina intagliata a nord dal rio Pancione e a sud dal rio del Pozzetto, rii che confluiscono sulla sinistra del più importante rio dell’Agina che sfocia nel mare Adriatico e divide in due parti il territorio comunale.

Numerosi reperti archeologici di varie epoche, ritrovati nel territorio misanese, dimostrano l’origine romana del comune. Infatti sembrerebbe che lo stesso nome Misano deriverebbe da una delle numerose gens, nello specifico la Gens Mesia, che si sarebbe trasferita nel contado riminese nel III secolo a.c., ricevendo dallo Stato romano alcuni territori nella zona, come premio di guerra. Nei secoli successivi al dominio romano, si insediarono nel territorio misanese vari nuclei abitativi nelle zone dell’Agina, Santa Monica e Belvedere.

Misano divenne importante soprattutto con la costruzione nel 997 della Pieve di Sant’Erasmo in Misano, tutt’oggi esistente e una delle più antiche della zona. La giurisdizione della pieve di Sant’Erasmo in Misano confinava con le pievi di San Giorgio in Conca, di Saludecio, di San Savino, di San Lorenzo in Strada; la sua giurisdizione si estendeva soprattutto sulla zona compresa fra le ultime colline alla sinistra del Conca e la foce del fiume.

Dal 1295 e 1528 Misano fu sotto il dominio dei Malatesta che vi edificarono un castello di cui non restano oggi che l’arco d’accesso e parte della torre (poi divenuta simbolo dello stemma).

Successivamente, a seguito della decadenza della dinastia malatestiana, Misano entrò a far parte dello Stato Pontificio fino all’unità d’Italia. Un fatto importante di questa epoca fu il riconoscimento di Misano come Comune autonomo, avvenuto nel 1511. Nel 2011 si sono celebrati i 500 anni d’indipendenza dal comune di San Clemente.

Successivamente Misano perdette più volte l’indipendenza amministrativa per motivi finanziari, dovendosi annettere ai vari comuni limitrofi, fino a quando non la riconquistò nel 1827 distaccandosi dal comune di San Giovanni in Marignano, anche se rischiò di perderla nuovamente nel 1935 a vantaggio di Cattolica, che richiedeva l’annessione del territorio misanese (soprattutto dell’arenile) per esigenze di sviluppo turistico. Questa intricata situazione portò a un avvenimento importante per la storia di Misano, ossia alla frase pronunciata dall’allora presidente del consiglio Benito Mussolini che disse: «Misano è e rimarrà comune autonomo, purché resti comune agricolo». Dopo questa dichiarazione che decretava la vocazione rurale del comune, fu emanato nel 1938 un provvedimento dove venne modificato il nome da Misano in Villa Vittoria (la cui origine risaliva al 1862) per assumere, poi, l’attuale di Misano Adriatico.

Un fatto curioso è il nome di stati sudamericani relativo a molte delle frazioni e piccoli centri nel territorio comunale. Questo è dovuto al ritorno in patria di cittadini misanesi che emigrarono in cerca di fortuna nell’ottocento. In particolare essi si insediarono in piccole comunità sul territorio che oggi sono diventati centri residenziali molto importanti del comune, come Misano Brasile (lungo la costa al confine con Riccione), Villaggio Argentina (nell’entroterra al confine con Riccione). Altri due piccoli centri sono il Canadà (lungo il fiume Conca, tra le frazioni di Le Casacce e Belvedere), l’Uruguay ed il Paraguay (nelle vicinanze della frazione di Portoverde).

 

Da allora Misano subì una notevole crescita di popolazione. Oggi è annoverata fra le località balneari di rilievo della riviera romagnola. Le maggiori attrazioni, costruite nel dopoguerra, sono: il porto turistico di Portoverde (1963),

 

 

 

 

il Misano World Circuit (ex-Circuito Internazionale Santamonica, costruito nel 1972 e totalmente ristrutturato nel 2007), lo Stadio Comunale Santamonica (1993) e, infine,

 

 

i rinnovati arredi urbani della via centrale Via Repubblica (2000) e del lungomare (2004) realizzati entrambi con la consulenza dell’architetto Paolo Portoghesi. Per quel che riguarda il lungomare, un primo tratto che va da Misano Brasile a Piazzale Roma è stato inaugurato il 29 luglio 2003 con un concerto della band musicale Ricchi e Poveri.

L’elemento dominante di questo arredo urbano è il mare, ripreso nei colori, nelle onde, nei suoi abitanti, sirene, ostriche con perle da 150 chili, ricci e polipi che diventano fontane e mosaici. Il 28 giugno 2011 sono stati inaugurati un nuovo tratto dell’arredo urbano del lungomare nella zona nord fino al confine con il comune di Riccione ed un’area riqualificata comprendente un parco, una piazza e un parcheggio rinominato Parco del Sole nella frazione di Misano Brasile.

Stemma

La torre e la stretta di mano simboleggiano la concordia scesa tra le varie frazioni che hanno deciso di unirsi sotto un’unica torre, appunto quella del comune. Questa è un’immagine che si presta a più interpretazioni, come l’amministrazione comunale che incontra il cittadino, ma soprattutto l’accoglienza turistica tipica della Riviera Romagnola.