MERCOLEDÌ 28 AGOSTO

SANTO PATRONO DI GABICCE MARE

SANT’ERMETE

Oggi è la ricorrenza del Santo Patrono di Gabicce Mare, Sant’Ermete; sappiamo che i festeggiamenti li faremo a partire dal secondo venerdì di ottobre, ma vogliamo cominciare a rispolverare un po’ di storia, che riguarda le notizie su questo antichissimo Santo e sulla chiesa di Gabicce Monte a lui dedicata.

STORIA DI SANT’ERMETE

Secondo la tradizione, Ermete fu un ricco liberto di origini greche che morì martirizzato a Roma nel 120.

La sua esistenza viene confermata dal fatto che il suo culto è molto antico; la storia racconta che Ermete fu martirizzato a Roma con i compagni i quali furono uccisi assieme a lui per ordine di un giudice chiamato Aureliano.

 

 

 

Libro di preghiere olandese della metà del XV secolo. Sant’Ermete è in fondo, armato. Gli altri santi raffigurati sono Giacomo il Maggiore, San Giuseppe, San Gisleno e .

 

 

Il suo nome ricorre nella passio apocrifa dei santi Evenzio, Alessandro e Teodulo; in quei passi di vangelo si narra che Alessandro I, papa al tempo di Traiano, convertì Ermete, all’epoca prefetto di Roma, insieme con la moglie, i figli, la sorella Teodora e milleduecento cinquanta schiavi. Traiano, avutane notizia, avrebbe spedito a Roma Aureliano, il quale avrebbe fatto arrestare Ermete, consegnandolo al tribuno Quirino, che lo fece decapitare. Il corpo del martire sarebbe stato raccolto dalla sorella Teodora

Venne sepolto nel cimitero di Bassilla, catacomba di Sant’Ermete (detta anche di Bassilla); è una catacomba di Roma, posta sull’antica via Salaria vetus, oggi via Bertoloni, nel moderno quartiere Pinciano.

Nel Rito Romano la sua festa ricorre il 28 agosto.

Alcune delle sue reliquie furono donate a Spoleto da Papa Gregorio Magno. Papa Leone IV ne donò altre a Lotario I, il quale le portò a Kornelimunster, vicino ad Aquisgrana. In seguito, nel IX secolo, furono portate a Ronse (Renaix in Francia).

Durante le incursioni dei vichinghi in quei luoghi, fu più volte intimato ai monaci di lasciare la città e il monastero fu incendiato dai Normanni nell’880.

La chiesa di Sant’Ermete, che fu costruita in seguito al di sopra della cripta romanica, fu consacrata nel 1129. Qui venne sepolto il nostro martire, la cui cripta fu trasformata in basilica sotto il pontificato di papa Damaso I (366-384).

Essa subì diversi rifacimenti e restauri nei secoli successivi ed anche in età moderna. Della basilica oggi restano l’abside con la cattedra e un matroneo, mentre l’attuale copertura è dovuta ai lavori fatti eseguire dai Gesuiti alla fine del XVII secolo. Dalla basilica si accede alle gallerie della catacomba.

Le reliquie furono recuperate nel 940 e collocate nella cripta romanica nel 1083.

L’economia locale di Ronse, ai tempi del IX secolo e finché non vennero recuperate le reliquie nel 940, era sostenuta dai pellegrinaggi in onore del santo, noto per le guarigioni dai disturbi mentali.

CURIOSITÀ

 

SOCIO-CULTURALI. A tutt’oggi esiste ancora un detto francese che recita così:

Saint Hermès guérit les fous des environs et laisse les habitants de Renaix tels qu’ils sont…» «Sant’Ermete guarisce i pazzi dei dintorni ma lascia gli abitanti di Ronse come sono»

TECNICHE-SCIENTIFICHE. Nei secoli passati il Fuoco di Sant’Elmo fu chiamato anche “Fuoco di Sant’Ermete”. Il fuoco di sant’Elmo è una scarica elettro-luminescente provocata dalla ionizzazione dell’aria durante un temporale, all’interno di un forte campo elettrico.

        LETTERARIE:

«’Guardate lassù!’ strillò Starbuck. ‘I Corpi santi! I Corpi       santi!’ Tutti gli alberi maestri avevano alle loro estremità un fuoco pallido; e sfiorati a ogni triplice estremità del parafulmine da tre pallide fiammelle affusolate, tutti e tre gli alti alberi stavano bruciando silenziosi nell’aria sulfurea, come tre giganteschi ceri davanti a un altare.»

Hermann Melville – Moby Dick

 

GEOGRAFIA. Sant’Ermete è patrono di alcune località italiane:

  • ACQUAPENDENTE VT
  • BLERA VT, compatrono
  • BRUFA, frazione di TORGIANO PG
  • FORTE DEI MARMI LU
  • GABICCE MARE PU
  • ISCHIA DI CASTRO VT
  • SANT’ERMO frazione di CASCIANA TERME LARI PI
  • SCIARBORASCA frazione di COGOLETO GE

STORIA DELLA CHIESA DI GABICCE MONTE

SANT'ERMETE

Gabicce Monte era il terzo castello sul Monte Accio. Del medesimo si trova memoria fin dal 909; infatti, in un documento dell’Archivio Arcivescovile di Ravenna di quell’anno, risulta che la contessa Ingerlada concesse ad un uomo illustre il “monasterium S. Ermete con tutte le sue pertinenze poste in Territorio Pensaurensi Plebe S. Christofori”; compare, inoltre, in tanti altri documenti, siti nello stesso archivio, risalenti agli anni 1149, 1156, 1182, 1190 e 1356, in cui si parla di “iuris S. Ermetis”, “in curte de Ligabitio”, “in oppido de Ligabizo” e “castrum Ligabizi”. Ovviamente, è citato nelle Rationes Decimarum del 1290-92 e nella visita apostolica del 1574. Anche questo castello appartenne all’Arcivescovado di Ravenna, anzi sembra che ne fossero un tempo proprietari certi frati da esso dipendenti. Il Duca Guidobaldo Della Rovere, nel 1539, concesse in Signoria questo castello a un certo Orazio Floridi di Fano; alla morte di questi, che era senza eredi, il Duca Francesco Maria II lo cedette al Conte Ottavio Mamiani. Da questi passò alla Camera Apostolica, alla quale rimase fino al 1860.

La chiesa di S. Ermete trovasi a circa 160 passi fuori del castello. Da chi questa chiesa sia stata fondata non si sa con certezza e neppure si sa se giammai sia stata da alcun Vescovo consacrata.