L’albero dei rosari o albero dei paternostri (Melia azedarach) è un albero deciduo della famiglia delle Meliaceae, nativo di India, Cina meridionale e Australia. (fonte Wikipedia)

Di Paolo Fisicaro – photo, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2024810

Il nome specifico azedarach è d’origine persiana e significa “albero nobile”.

L’albero dei rosari, detto anche albero dei paternostri, è una specie frugale e rustica. Resiste bene al freddo, all’inquinamento, al vento e tollera lunghi periodi di siccità.

I fiori non attraggono le api e gli altri insetti impollinatori. La pianta contiene, infatti, principi attivi ad azione repellente nei confronti degli insetti con proprietà simili a quelle dell’azadiractina, erroneamente ritenute insetticide. Le foglie possono essere usate come insettifughe per proteggere derrate o altri materiali. Non devono assolutamente essere mangiate, perché altamente velenose.

In passato il nocciolo dei frutti, duro e sferico, è stato largamente utilizzato nella realizzazione di rosari prima dell’avvento delle materie plastiche.

Il legno, noto come mindi, è caratterizzato da una colorazione chiarissima, tendente al bianco e al bianco-giallastro, con venature lineari; è facilmente tagliabile e lavorabile ed è utilizzato per l’impiallacciatura del mobilio o per la realizzazione di parquet.

La specie può mostrare interesse come pianta ornamentale per la sua rusticità e capacità di adattamento unite all’eleganza delle foglie, della fioritura e dei frutti lungamente persistenti durante il riposo invernale. Per questi motivi l’albero dei rosari è talvolta sfruttato per costituire alberature stradali o come essenza arborea in parchi e giardini. ( fonte Wikipedia)

Sono gli alberi che abbelliscono il canale del lungo porto di Gabicce Mare.

Una turista in soggiorno a Gabicce Mare mi ha chiesto alcune informazioni riguardanti questi alberi e io, per trovare una risposta, ho scoperto tutte queste informazioni.

CONDIVIDETELE per trovare altre notizie riguardo al suo utilizzo e chissà, magari per cominciare a realizzare un ROSARIO di GABICCE MARE, e per dedicarlo alle chiese di Santa Maria Annunziata e Immacolata.